{"id":333,"date":"2022-10-18T00:00:00","date_gmt":"2022-10-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/wp.forestas.dev.maphub.it\/news\/tramudas-i-sentieri-della-transumanza\/"},"modified":"2022-10-18T00:00:00","modified_gmt":"2022-10-17T22:00:00","slug":"tramudas-i-sentieri-della-transumanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wp.forestas.dev.maphub.it\/en\/news\/tramudas-i-sentieri-della-transumanza\/","title":{"rendered":"TRAMUDAS, I SENTIERI DELLA TRANSUMANZA"},"content":{"rendered":"<p>Anche le <em><strong>antiche vie dei pastori<\/strong><\/em> diventano occasione di recupero dei valori, della storia e dei saperi della nostra terra: un&#8217;opportunit\u00e0 di sviluppo turistico attraverso la <a href=\"https:\/\/www.sardegnaforeste.it\/article\/la-rete-dei-sentieri\">Rete (ciclo-)Escursionistica della Sardegna<\/a> (<em><strong>RES<\/strong><\/em>).<\/p>\n<h3><em>Tramudas<\/em>, un patrimonio storico da recuperare attraverso la R.E.S.<\/h3>\n<p>La transumanza (dal latino <em>transumere,<\/em>&nbsp;&#8220;trasportare&#8221; &#8211; \u201c<em>sa tramuda<\/em>\u201d in sardo) era il trasferimento a cadenza <strong>stagionale <\/strong>di greggi o mandrie di bestiame dalle zone collinari e montane a quelle di pianura, verso il clima temperato dal mare.&nbsp; Un <em><strong>trasferimento<\/strong><\/em> che avveniva lungo i <em><strong>tratturi <\/strong><\/em>per la discesa dei monti (<em>\u00e0ndalas&nbsp;<\/em>o <em>cam\u00ecnos<\/em>)&nbsp;ossia lungo <em><strong>sentieri<\/strong><\/em>&nbsp;pietrosi&nbsp;o in terra battuta originati spontaneamente dal <em><strong>calpestio<\/strong><\/em> degli animali o delle persone, e che letteralmente innervano ancora il nostro territorio, in <strong>una fitta rete di percorsi <\/strong>fantastici che la vegetazione, avanzando, rischia di far scomparire. Al pari degli antichi <a href=\"https:\/\/www.sardegnaforeste.it\/notizia\/le-carbonaie-segni-dello-sfruttamento-passato-dei-boschi\">percorsi dei carbonai<\/a> e dei taglia-legna (testimoni di una triste <a href=\"https:\/\/www.sardegnaforeste.it\/node\/1022\">fase di disboscamenti della nostra isola<\/a> nei secoli scorsi) sono segni indelebili della nostra storia, che la Regione potr\u00e0&nbsp;valorizzare anche attraverso la R.E.S.<\/p>\n<p>Nel Regolamento tecnico regionale (<a href=\"https:\/\/www.sardegnaforeste.it\/file\/nuove-linee-guida-ressolo-articolatopdf\"><em>Linee Guida per lo sviluppo e gestione della RES<\/em><\/a>&nbsp;&#8211; <a href=\"https:\/\/www.sardegnaforeste.it\/file\/linee-guida-res-dgr-23-80-del-220621allegato-apdf\">Allegato A &#8220;definizioni&#8221;<\/a>) le <em>vie della la transumanza <\/em>sono infatti gi\u00e0 definite&nbsp;ufficialmente:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Luoghi strategici della <strong>cultura materiale<\/strong> dei territori &#8211;&nbsp; sono luoghi fisici e concettuali attraverso cui si sviluppa una <strong>pratica pastorale<\/strong>, ancora esistente su pi\u00f9 continenti, legata alla <strong>migrazione stagionale <\/strong>delle mandrie, delle greggi e dei pastori. Le vie della transumanza sono <strong>luoghi di scambio<\/strong>, attraversano luoghi naturali, borghi rurali, emergenze ambientali e storiche, <strong>paesaggi caratterizzati da tradizioni, saperi, prodotti <\/strong>della vita delle comunit\u00e0 locali. Le vie della transumanza <strong>superano i confini territoriali <\/strong>e costituiscono una <strong>rete di itinerari <\/strong>transfrontalieri capace di integrare e integrarsi con le differenti risorse ambientali, culturali storiche e contemporanee, sociali, produttive e <strong>percettive <\/strong>presenti lungo i territori attraversati.&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Secondo le norme tecniche approvate dalla Regione Sardegna per la sentieristica, l&#8217;integrazione delle vie della transumanza \u00e8 inoltre tra le <strong>priorit\u00e0 <\/strong>della R.E.S. in ordine al riconoscimento di elevati <em>valori storico-culturali e&nbsp;paesaggistic<\/em>i, strategici per la qualit\u00e0 escursionistica e culturale dei percorsi inclusi nel <em><strong>Catasto Regionale <\/strong><\/em>gestito da Forestas.<\/p>\n<h3>Fondi europei trasnfrontalieri per il recupero delle vie di trasnumanza &#8220;corridoi culturali&#8221;<\/h3>\n<p>Anche di questi aspetti si \u00e8 parlato a <strong>Villagrande Strisaili<\/strong>, lo scorso gioved\u00ec 13 ottobre, nell&#8217;ambito del convegno sugli itinerari della transumanza, organizzato grazie al progetto <a href=\"https:\/\/interreg-maritime.eu\/web\/cambio-via\/checosarealizza\">Interreg &#8220;Cambio Via&#8221;<\/a>&nbsp;con la cooperazione di Sardegna, Corsica, Liguria e Toscana per&nbsp;la creazione di una <em>Green Community <\/em>della transumanza&nbsp;tesa a valorizzare&nbsp;i cammini regionali e metterli in rete a livello transfrontaliero. La principale ricaduta per la Sardegna \u00e8&nbsp;lo studio <em>storico-culturale<\/em> per il recupero degli antichi tracciati e della biodiversit\u00e0 agro-pastorale e dei prodotti della transumanza nell&#8217;Isola.&nbsp;&nbsp;Le vie della transumanza sono quindi identificate dalla ricerca, come <em><strong>corridoi culturali<\/strong><\/em> che&nbsp;attraversano differenti <em><strong>ambiti di paesaggio<\/strong><\/em> di importanza locale e territoriale. Le numerose direttrici,&nbsp;come evidenziano anche le <strong>fonti storiche<\/strong>, costituiscono una sotto-<em>rete sentieristica<\/em> di <strong>connessione<\/strong> tra regioni storico-ambientali dei territori montani e costieri. Si pu\u00f2 riconoscere l\u2019importanza dei <em><strong>servizi&nbsp;ecosistemici<\/strong><\/em> legati al patrimonio naturale e culturale che danno vita ad ambiti territoriali strategici.<\/p>\n<h3>Nel piano triennale di sviluppo della Rete Escursionistica<\/h3>\n<p>Forestas assicurer\u00e0 nel prossimo triennio, collaborando con i vari soggetti territoriali (province, Comuni, GAL) la valorizzazione di questi percorsi da includere nel piano triennale di sviluppo della Rete Escursionistica della Sardegna.<\/p>\n<h2>Dalla montagna alla pianura, e viceversa<\/h2>\n<p>Il \u201cviaggio\u201d stagionale dei pastori del Gennargentu, del Supramonte, del Montalbo che conducevano le loro greggi, prima dell\u2019inverno, nel Campidano e nelle altre pianure dell\u2019isola era una autentica avventura che &#8211; fino agli anni Cinquanta del secolo scorso &#8211; animava strade e sentieri anche nella nostra isola. Tradizione interrotta dalla modernizzazione, fino alla motorizzazione di massa che ha rivoluzionato anche gli stili di vita della comunit\u00e0 pastorale. Una \u201c<em>catastrofe antropologica<\/em>\u201d che per gli studiosi di scienze sociali ha&nbsp;disperso saperi ancestrali profondamente trasformati dalla modernizzazione.&nbsp;<strong>Il recupero di questi itinerari pu\u00f2 diventare occasione di sviluppo locale<\/strong>:&nbsp;la pastorizia e la transumanza pastorale sono state per secoli una colonna dell&#8217;economia isolana pi\u00f9 arcaica, che ha conservato alcune caratteristici stili di vita&nbsp;dalla Preistoria all\u2019et\u00e0 contemporanea. Per questo conoscere il fenomeno della <em>transumanza <\/em>significa preservare uno <em>sguardo&nbsp;storico<\/em>&nbsp;su una componente dell\u2019identit\u00e0 culturale della Sardegna.<\/p>\n<h3>TRANSUMANZA e SALE (un alimento indispensabile, raro in montagna)&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/h3>\n<p>La transumanza cominciava a settembre, con il primo fresco autunnale&nbsp;che anticipava i rigori dell&#8217;inverno (gli animali venivano trasferiti a piedi dalle zone di montagna verso il mare o la pianura) e finiva a maggio, con il ritorno del caldo. Le mete erano preferibilmente vaste <strong>aree pianeggianti esposte al mare<\/strong>, prive di agricoltura, dove i pascoli erano particolarmente ricchi di <strong>sale<\/strong>: questo elemento era fondamentale per riequilibrare l\u2019alimentazione delle pecore. I pascoli di fondo valle, specie se vicino al mare&nbsp;e ricavati in strette vallate racchiuse da creste rocciose, offrivano terreni argillosi e irrorati&nbsp;dalla brezza marina proveniente dalle coste, dove salsedine e salinit\u00e0 dei suoli offrivano erbe aromatiche assai diverse dalla montagna, e sempre disponibili durante la stagione fredda.&nbsp;&nbsp;Chi non poteva colmare il fabbisogno di sale per le greggi con la transumanza verso il mare, ricorreva alla cosiddetta <em><strong>perda &#8216;e sali<\/strong><\/em>: si trattava di pesanti&nbsp;<em>blocchi di sale per ovini <\/em>(noto anche come <em>&#8220;<\/em>sale pastorizi<em>o<\/em>&#8220;)<em>&nbsp;<\/em>che si appendevano nelle aree di ricovero (specie per le capre) affinch\u00e8 potesse essere leccato per recuperare questo essenziale nutrimento,&nbsp;che fino ad esaurimento restava appeso a una corda con un ferro passante per il suo centro (tale da permetterne la rotazione)&#8230;il risultato era una blocco via via arrotondato dalle &#8220;leccate&#8221; degli animali e&nbsp;che assumeva una caratteristica <em>forma a ciambella<\/em>, che si assottigliava sempre pi\u00f9.&nbsp; Anche di questo fatto, resta memoria nei toponimi sardi: ad esempio la omonima localit\u00e0 sul mare tra Sarroch e Pula.&nbsp;<\/p>\n<h3>Verso le pianure, verso il mare<\/h3>\n<p>I&nbsp;pastori sardi sceglievano perci\u00f2 le pianure saline e paludose&nbsp;del Campidano, il Sulcis e il Cagliaritano a sud e l\u2019Oristanese a Ovest; la Baronia e la Media Gallura a Est; la Nurra a Nord.<\/p>\n<p>Lungo le <em>andalas <\/em>(anticamente regolate da particolari leggi non scritte) i pastori cercavano aree di sosta e ricoveri per gli animali, al riparo da attacchi dei banditi. Nell&#8217;attraversare i centri abitati smerciavano i prodotti&nbsp;(latte, formaggio, lana, pelli) stabilendo relazioni durature con le popolazioni.&nbsp;&nbsp;In luoghi riparati presso i boschi, le grotte e i corsi d\u2019acqua si costruivano rifugi temporanei, recinti e&nbsp;temporanei ovili&nbsp;che ancora oggi lasciano i segni indelebili per chi sa <em><strong>leggere il territorio<\/strong><\/em>. In questi luoghi-tappa si ritrovano ancora oggi rifugi in pietra o in legno, recinzioni per le greggi e bivacchi per il temporaneo ristoro dei pastori. In alcuni casi, specie nel Campidano, quegli stessi&nbsp;accampamenti stagionali si trastormarono&nbsp;nel tempo in piccoli villaggi, dove&nbsp;l\u2019edificazione di punti d&#8217;appoggio&nbsp;favor\u00ec via via la concentrazione sempre pi\u00f9 stabile di persone nei luoghi di transito: cos\u00ec da&nbsp;villaggi stagionali si passa a &#8220;centri abitati&#8221; stabilmente. Di alcune di queste tappe, luoghi ormai scomparsi, restano flebili tracce, mentre altre&nbsp;sono tuttora presenti e sono divenuti paesi &#8220;veri e propri&#8221; o frazioni e villaggi ancora abitati.&nbsp;<\/p>\n<h3>Transumanze, conflitti, evoluzioni storiche<\/h3>\n<p>Anche in Sardegna la storia della transumanza risente della successione storica dei conquistatori: si potrebbero citare le invasioni cartaginesi e romane&nbsp;che costrinsero i nuragici a trasferirsi nelle alture del centro Sardegna, e poi l\u2019espansione agricola che port\u00f2 a sovrapporre l&#8217;attivit\u00e0 di pastori&nbsp;e contadini in una coesistenza che talvolta diventava conflitto, per rivendicare transiti e propriet\u00e0.<br \/>\nEsistono documenti storici del I secolo d.C. sui conflitti (ad esempio nei territori di Esterzili) tra pastori sardi e agricoltori per la transumanza.&nbsp;Con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.sardegnaforeste.it\/notizia\/editto-delle-chiudende-1820-una-pagina-di-conflittualit\u00e0-nella-storia-sarda\"><em>Editto delle chiudende<\/em><\/a> (1820) e dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia (1861) i pastori saranno sempre pi\u00f9 limitati nei loro spostamenti ma la transumanza rester\u00e0 pratica diffusa in tutta la Sardegna fino agli anni \u201970 del <em>Novecento<\/em>, prima di essere definitivamente soppiantata dall\u2019industrializzazione.<\/p>\n<p>Ma gli antichi sentieri restano l\u00e0, in attesa di un recupero, per ritornare come volano di un nuovo sviluppo economico basato sul turismo attivo e sull&#8217;escursionismo:&nbsp;il&nbsp;<em>camminare&nbsp;<\/em>recuperer\u00e0 forse&nbsp;un valore economico e sociale, ma anche spirituale e culturale, nei nostri tempi?&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche le antiche vie dei pastori diventano occasione di recupero dei valori, della storia e dei saperi della nostra terra: un&#8217;opportunit\u00e0 di sviluppo turistico attraverso la Rete (ciclo-)Escursionistica della Sardegna (RES). Tramudas, un patrimonio storico da recuperare attraverso la R.E.S. 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